Gennaio 2024: rieccomi a voi!

Ciao a tutti!

Ritornare al blog dopo più di tre anni dal mio ultimo post è allo stesso tempo entusiasmante e doloroso. Non esserci stata per così tanto tempo dovrà aver significato qualcosa per me... Dei cambiamenti, dei traslochi, una catastrofe, delle perdite, un cataclisma... Eppure... Nulla di tutto ciò. È solo che col passare dei giorni, delle settimane, dei mesi (e poi tutto ad un tratto, d'insieme, questi diventano anni!) ritagliarsi del tempo per questo spazio, questo che per me era nato come un diario, un luogo sicuro dove rifugiarmi nella creatività che per tanto mi ha accompagnata, non era più possibile. Non so se a qualcuno sia mai capitato, altrimenti diverrò un caso- studio di certo, ma rimandavo da oggi a domani e poi ancora e ancora quello che volevo raccontarvi... E intanto altre cose si sono insinuate nella quotidianità: dal secondo diploma al serale alberghiero fatto per buona parte in DAD (eh sì, signori, anche noi adulti in DAD!), al ritorno all'esperienza lavorativa con parentesi di smart working, al licenziamento  di mio marito, all'aver messo quasi totalmente in standby il mio lavoro di riparazioni sartoriali, all'aver sempre meno voglia di cucinare e di farlo bene, con passione, per chi amo. Tutto questo in qualche modo ti riempie ma ti svuota.

Ti riempie di nuove occasioni, di persone che non conoscevi, di amicizie, di aspettative, di maggior benessere economico, di una sorta di super potere che neanche immaginavi fosse immagazzinato dentro di te. 

Ma ti svuota. Sì, arrivi a fine giornata e al sabato pomeriggio senza energie, con mille cose da fare e da stirare, caffè in sospeso che volevi prendere ma non ce la fai a organizzare, cene spesso 'doverose' più che fatte per piacere, pile di piatti da lavare (dei quali non ti capaciti: da dove diavolo sono usciti, visto che in casa so bene quanti ne ho comprati!), persone che non avresti voluto incontrare, nuove spese.

Ecco, questi tre anni sono passati in sordina. 

Ho cucinato, quello si. Ma spesso solo per mangiare. Senza badare alla condivisione. E al bello della preparazione o della presentazione.

Non ho cucito nulla di creativo. 

Non ho creato un bijoux nuovo o anche solo preso da internet. 

Ed ho messo in dubbio la mia capacità di adattamento, di poter imparare a fare cose nuove e manuali. 

E ci aggiungo che ho davvero rivalutato delle amicizie e conoscenze storiche. Sono persone splendide con cui ho condiviso gli anni di maggior delicatezza del mio essere. Anni di fragilità e sensibilità. Anni di sopravvivenza in fondo. Ora siamo tutti cambiati, è vero. Ma io ritengo ancora che le amicizie possano rimanere uguali, salde anche se non ci si vede e sente da mesi o anni, senza secondi fini, autentiche e soprattutto in gradi di gioire o soffrire di ciò che accade all'altro. Con qualcuno le cose sono rimaste più o meno così, con qualcun altro non direi... Ma in fondo, dopo 10 anni di blog di cui 3 senza scrivere, ci sta che si perda o muti l'affetto che si nutre per qualcuno. Mentre io resto pur sempre una sognatrice, anzi la SOGNATRICE, scritto in stampatello. Non la so cambiare la mia natura. 

Ed è forse per questo che oggi torno qui a scrivervi. Pubblicherò ogni tanto, ritagliandomi del tempo perché mi fa piacere coltivare questo angolo, e lasciandovi un piatto che ho preparato... Se poi riuscirò a fare qualcosa di creativo, ben venga, mostrerò anche quello con piacere.

Ora vi lascio. Ci aggiorniamo presto ❤️

E come avrebbe detto Cesare Pavese: 'Che le rose fioriscano sul tuo sentiero. Ciao.'

Catia

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